«Il colore è una scienza, non si va a ocio.»

Oggi è stata una giornata davvero ricca e intensa per Tipografia Unione, che ha accolto la 4^CL dell’Istituto Canova guidata dal prof. Giuseppe Iannello. Il motivo la realizzazione dei lavori preparati dai ragazzi, divisi in tre gruppi, nelle precedenti settimane. Ciascun gruppo aveva creato, infatti, una grafica e il progetto di una scatola/custodia per il catalogo FuoriCentro, nato dalla collaborazione tra Unione Collector e Centro di Cultura Fotografica. Prima, però, non poteva mancare un tour del nostro museo. La padrona di casa Fiorella ha raccontato la storia dell’azienda e del lavoro tipografico, mostrando vecchi lavori cui T.U. è particolarmente legata. Tra macchinari, procedimenti e tecniche di stampa, i ragazzi hanno scoperto tante cose nuove, come il termine “trasferibili”, riferito a pratiche ormai in disuso e perciò non più insegnate a scuola.

La 4^CL scopre il mondo della tipografia.

Tutti i ragazzi si sono dimostrati davvero attenti e affascinanti, facendo domande e assorbendo ogni cosa vista e sentita proprio come la carta. Merito di ciò va a Matteo, Elton e Giulia che hanno saputo catturare la loro attenzione e coinvolgerli. Il primo ha spiegato i pantoni, la quadricromia e fatto vedere come si ottiene un colore, insegnando a mescolare secondo una precisa tecnica. In seguito, Matteo ha mostrato i vari effetti ottici ottenuti usando carte differenti e spiegato il procedimento di asciugatura. Con carte plastificate, difatti, si devono adoperare inchiostri capaci di asciugarsi esclusivamente tramite l’aria, non potendo essere assorbiti. Aspetto centrale sottolineato sempre da Matteo, con un linguaggio colorito che ha divertito tutti i presenti, è che «il colore è una scienza, non si va a ocio».

In questa fase del workshop, la 4^CL ha testato le tonalità scelte su due fogli tramite dei caratteri tipografici, comprendendo quanto in passato fosse difficile stendere il colore in modo omogeneo per ottenere un buon risultato. Ultimo aspetto richiamato da Matteo è stato l’importanza di rispettare le richieste dei clienti, spesso molto esigenti, pur tenendo presente che «la stampa non è mai uguale alla prima volta». Ciò si traduce nella necessità di curare ogni dettaglio, con preparazione e conoscenza della materia.

Giulia a riguardo di quest’ultimo punto ha parlato del dover essere sempre aggiornati sui materiali più moderni e sulle cartiere. Di nuovo con Giulia i ragazzi hanno toccato alcuni campioni, tra cui uno ad effetto velluto e uno con una percentuale di cuoio che li hanno particolarmente colpiti. Elton, infine, ha svelato le differenze tra stampa offset e digitale. Egli ha richiamando l’effetto retinato e quello pieno, nonché le varie pressioni del plotter in base a spessore e tipologia di carta da tagliare.

Alcuni ragazzi della 4^Cl dell'istituto Canova di Vicenza.

Alcuni ragazzi della 4^Cl dell’istituto Canova di Vicenza.

L’importanza d’imparare dai propri errori.

Momento di massimo pathos si è avuto quando Elton e Giulia hanno decretato i vincitori della 4^CL, premiati per la grafica pulita e lineare, coerentemente con lo stile di FuoriCentro. Alcuni ragazzi sono rimasti visibilmente delusi, ma hanno potuto comprendere errori commessi, trucchi e buone regole da seguire per quando saranno dei grafici. Giulia a riguardo ha detto che «alle volte è meglio togliere qualcosa che mettere troppi elementi», ma soprattutto «non si stravolge il logo!». Tra le custodie dei cataloghi solo una ha rispettato le misure ed è andata molto vicino all’obiettivo, insegnando ulteriori aspetti sul taglio e la cordonatura.

Alle 12.15 ormai giunti ai saluti finali, alla domanda su cosa li avesse colpiti maggiormente, i ragazzi hanno dato numerose risposte: «la cordonatura»; «i vecchi macchinari»; «l’inchiostratura». La mattinata, in definitiva, si è rivelata una preziosa lezione pratica su cui questi ragazzi avranno modo di ritornare per migliorarsi e crescere. Al termine, per esempio, Elsa ha detto «ora non metteremo più le linee nere sulle rosse». Insomma, possiamo dire “missione compiuta”, perché i laboratori di T.U. puntano proprio a formare i grafici e i tipografi di domani, tramite l’esperienza sul campo e imparando dagli errori.